Archivio news 04/02/2019

IFEdelissimi

Carones e la Tapas y Topas


Paolo Carones è il capitano della Tapas y Topas che, oltre a disputare i campionati Sportland di calcio a 7 Over, è da anni tra le “IFEdelissime” nei tornei internazionali Ife Sportland.

Quale sono le origini della squadra e del vostro strano nome?
La Tapas y Topas nasce nel 2012 con la prima edizione del Torneo di Valencia, da qui è nato il nome di ispirazione ispanica, a cui sono seguite altre 2 edizioni a Valencia, 2 a Praga, 1 a Barcellona e Monaco, 3 a Ibiza. Come si vede amiamo molto la Spagna…(ride, ndr).

Esatto. Ormai siete di casa al torneo di Ibiza: cosa ci racconti della “isla bonita”?
Spiagge splendide e divertimento garantito, anche grazie alla vostra organizzazione. E poi è sempre bello confrontarsi con squadre straniere e modi di giocare differenti dal nostro. Solitamente partecipiamo al torneo a 7, ma un anno abbiamo provato a cimentarci a 11 con una rosa di ottimi elementi, ma in buona parte “over”. E contro una squadra spagnola di età media molto più bassa abbiamo avuto la “pessima” idea di attuare il fuorigioco, con un risultato “negativo”, per usare un eufemismo. Poi abbiamo incrociato gli stessi avversari in discoteca a tarda notte, malgrado la mattina seguente loro dovessero giocare la finale: abbiamo scherzato e ci abbiamo bevuto su. È stato un “terzo tempo” improvvisato, come sempre dovrebbe accadere.

Il “gruppo” e il divertimento sono sempre in pole position?
Nella Tapas funziona così: prima amici poi giocatori. Tutti si divertono ma senza eccessi. Chi vuole può fare “il dritto” discoteca-campo, ma se non sta in piedi non gioca, per rispetto di compagni e avversari. Per fortuna però a noi non è mai successo, anzi spesso le migliori prestazioni sono arrivate dormendo poco!!! Poi si va in spiaggia tra una partita e l’altra: un anno a Valencia uno dei nostri è sceso in campo dimenticandosi di togliere gli occhiali da sole, ma ci ha pensato l’arbitro a ricordarglielo, tra le risate generali.

Non vi mancano aneddoti curiosi nemmeno su Monaco…
Beh, abbiamo trovato parecchio traffico per raggiungere Monaco da Milano e organizzatori e avversari ci hanno gentilmente aspettato ritardando l’inizio della prima gara di un’ora...

Poi c’è Praga. La consiglieresti? Che città è?
Stupenda. Il torneo è stato un’occasione, come per Valencia, Barcellona e Monaco, di visitare la città, unendo l’aspetto culturale a quello sportivo. Le location che proponete ogni anno favoriscono questa unione.
Anche a Praga ci sono molti aneddoti divertenti. Un anno, la mattina della partenza in auto, il portiere ci ha “paccato”: allora abbiamo miracolosamente rimediato al volo il solito “amico di un amico” che non si è fatto pregare e ha preso ferie all’istante e in due ore si è organizzato. Era fortissimo e ci ha portato alla vittoria del torneo. Un’altra volta durante la cerimonia inaugurale del torneo, in prevalenza giovanile allo stadio dello Slavia, le hostess hanno pensato fossimo i genitori dei giocatori e non volevano farci sfilare in campo, ma pretendevano di farci accomodare in tribuna...